Instagram & Data Science

Che cosa pensi di instagram? Che sia un social sul quale condividere con la community le tue esperienze? Che se la tua vita è interessante e le tue foto professionali allora potresti riscuotere un discreto successo? Si… O forse no. Mi spiego meglio. Se il tuo interesse primario per esempio è il fashion, conosci tutto sul settore, segui da anni fashion influencer di tutto il mondo, leggi costantemente nuove riviste e non smetti mai di aggiornarti potresti avere un discreto successo perché conosci il settore: ne hai implicitamente già clusterizzato le variabili!

L’analisi dei dati è inconsciamente ciò che facciamo ogni giorno, scegliendo la giusta combinazione del fantacalcio o le scarpe del colore giusto rispetto al vestito! Cosa è giusto? Ciò che la nostra esperienza pregressa riconosce come tale.

E come si chiama? Analisi storica.

E cosa facciamo con i dati storici? Costruiamo modelli predittivi.

Ed è… Magico. Si perché pur non sapendo nulla di moda se avessi a disposizione i dati storici degli ultimi anni relativi alle peculiarità (variabili) dei principali influencer, studiando la combinazione vincente di ashtag che consentono una maggiore visibilità su Instagram… domani, se volessi, potrei avviare discretamente una nuova carriera da fashion influencer. E non solo! Potrei anche acquisire visibilità con una foto sfuocata e priva di significato (e basta farsi un po’ di giri sui social per trovare milioni di esempi).

Perché? Perché è scienza? No, perché la scienza è fatta da persone che trasformano esperienze empiriche in numeri e formule ma, prima di ogni altra cosa, sono persone.

Mio caro lettore che tu sia un fashion blogger, un tech influencer, un cuoco o un’analista finanziario tutto ciò di cui tu hai bisogno è capire e anticipare il comportamento delle persone. E se vuoi capirlo in modo scientifico la strada fino ad ora conosciuta è sempre la stessa: analisi storica, stima dei parametri e costruzione di un modello predittivo.

How to write a Risk Management Policy

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The financial risk management policy outlines the Company’s risk management process and sets out people responsibilities. It is reviewed periodically to ensure the actions remain appropriate and effective. The risk management policy consists of three main elements.

STRATEGY

  • Risk Identification. Financial risks are classified as follows:
    • Market risk: involves the risk of changing conditions in the specific marketplace in which a company competes for business (FX risk, commodity risk, interest rate risk).
    • Credit risk: refers to the default probability of a counterparty.
    • Operational risk: refers to the various risks that can arise from a company’s ordinary business activities (Processes, IT Systems, Regulatory, Compliance)
  • Risk Assessment. Risk Assessment goal is to document the net effect of all identified risks by assessing:
    • Likelihood of each risk;
    • Impact of each risk;
    • Prioritisation based on scales.
  • Risk Strategy. risk strategies can be handled in three ways:
    • Avoid the risk: you have identified the risk and you decide to avoid all actions/activity related to it. This strategy is generally applied when the risk is not directly linked to the Company’s core business.
    • Accept the risk: while you have identified the risk you take no action, accepting that the risk might happen. This is strategy is generally applied to small risks .
    • Mitigate the risk: you have identified the risk and you take many actions in order to mitigate risk’s impact on returns, implementing hedging strategies (natural hedging or financial instruments) and using new technologies. This strategy is generally applied when the risk is directly linked to the Company’s core business.

GOVERNANCE

  • Board. The Board is responsible for the strategic and operational effectiveness of the organisation and is required to:
    • Identify the key strategic risks
    • Identify the optimal management strategy with the support of the Risk Committee
    • Define the threshold for each risk;
    • Approve the Risk Policy and delegate the oversight activities to the Risk Committee
    • Approve any strategic corrective actions, if necessary.
  • CFO. The CFO is responsible for Risk Commettee coordination and managing and Risk Team management in order to ensure accurate and timely monitoring of all financial risks.
  • Risk Committee. Risk Commitee oversight risk management activities and is required to: Review the processes for identifying, monitoring and managing significant business risks
    Update risk management and mitigation strategies on ordinary basis (half-yearly, annual basis depending on the core business) and in special conditions, due to:Exogenous factors: changing market dynamics, competitors context etc…
    Endogenous factors: changing core business, risk exposure due to M&A transactions etc…
    Report to the Board on the level of risk exposure and effectiveness of the risk management Policy.
  • Risk Management Team. The Risk Management Team is responsible for the reporting activities, the controls execution and the implementation and updating of the risk metrics. It also contributes to the Risk Policy update on an ordinary and extraordinary basis.

MONITORING AND REPORTING

  • Financial risk management dashboard: the financial risk management dashboard brings together into one report the quantification of the most important risks, with Board-imposed ceilings. The summary is generally submitted to the Board not less frequently than quarterly.
  • Financial risk register: detailed risk report on each financial risks.
  • Financial statements: (e.g. balance sheet, income statement, funds-flow statement) the financial statements are an important tool for monitoring financial risk computing the key financial ratios and they allow for timely course correction. These are reviewed not less frequently than semi-annually.

…Article in progress, Finance Never Stop

Come scrivere una policy di Risk Management?

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La policy di Financial Risk Management è un documento formale in cui è descritto il framework per la mitigazione ed il controllo dei rischi finanziari generati dalle attività di un’azienda. La struttura generale è divisa in tre macro aree:

STRATEGY

  • Identificazione dei rischi. I possibili fattori di rischio, a seconda della loro natura, sono classificati come segue:
    • Market Risk: rischi associati alla volatilità dei prezzi (FX risk, commodity risk, interest rate risk).
    • Credit Risk: rischi associati alla probabilità di default di una controparte o alla variazione di merito creditizio di un ente che emette strumenti finanziari.
    • Operational Risk: rischi associati all’operatività (Processi, Sistemi IT, Regolatorio, Compliance)
  • Risk Assessment. Una volta identificati i risi possibili a cui la società è esposta è necessario valutarne:
    • la probabilità di accadimento di ogni rischio;
    • l’impatto di ogni rischio sul business;
    • una scala di priorità.
  • Strategia. Le possibili strategie di risk management sono:
    • Evitare il rischio: evitare completamente uno o più fattori di rischio. In genere è la strategia adottata per rischi non caratterizzanti il core business della società o troppo difficili da gestire per natura o per competenze interne.
    • Accettare il rischio: monitorare ma non gestire un rischio pur consapevoli della sua esistenza. In genere è la strategia adottata nei casi in cui questi rischi siano considerati marginali e non abbiano un impatto elevato sui rendimenti.
    • Mitigare il rischio: monitorare e gestire uno o più fattori di rischio al fine di mitigarne l’impatto entro limiti definiti, attraverso strategie di hedging (natural hedging oppure attraverso strumenti finanziari) ed implementazione di tecnologie a supporto. In generale è la strategia adottata per affrontare rischi direttamente connessi al core business della società.

GOVERNANCE

  • CdA. Il Consiglio di Amministrazione è responsabile dell’efficacia strategica e operativa essendo tenuto a:
    • Identificare i principali rischi finanziari.
    • Individuare la strategia di gestione ottima con il supporto della Direzione Rischi.
    • Definisce il limite ammissibile per ogni rischio.
    • Approvare la Risk Policy e delegare le attività di supervisione alla Direzione Rischi.
    • Approvare eventuali necessarie azioni correttive di tipo strategico.
  • CFO. Il CFO è responsabile del coordinamento della Direzione Rischi e della gestione del Team di Risk Management al fine di assicurare il monitoraggio accurato e tempestivo di tutti rischi finanziari.
  • Direzione Rischi. La Direzione Rischi supervisiona le attività di risk management essendo tenuto a:Revisionare i processi di identificazione, monitoraggio e gestione dei rischi
    Aggiornare la strategia di gestione dei rischi con cadenza ordinaria (su base semestrale, annuale a seconda del core business) e straordinaria, dovuta a:
    • Fattori esogeni: cambiamento delle dinamiche di mercato, del contesto competitivo ecc…
    • Fattori endogeni: cambiamento del perimetro di azione, variazioni del core business, esposizioni a nuovi fattori di rischio derivanti da operazioni di M&A, variazioni a livello strategico, approvazione di strumenti di copertura non compresi nell’elenco approvato.
      Informare il CdA del livello di esposizione a rischi, dell’efficacia della strategia e di eventuali necessarie azioni correttive.
  • Risk Management Team. Il Team di Risk Management è responsabile delle attività di reporting, dell’esecuzione dei controlli e dell’implementazione ed aggiornamento delle metriche. Deve inoltre contribuire all’aggiornamento della Risk Policy con cadenza ordinaria e straordinaria.

MONITORING AND REPORTING

  • Financial Risk Management Report:il report sintetizza in un unico report la quantificazione dei rischi più importanti, con i limiti imposti dal CdA. È generalmente presentato al CdA con cadenza almeno trimestrale.
  • Registri: report dettagliati relativi ad ogni singolo rischio monitorato.
  • Rendiconti finanziari: (es. stato patrimoniale, conto economico, rendiconto finanziario) rappresentano uno strumento importante per il monitoraggio del rischio finanziario e consentono l’individuazione di eventuali azioni correttive tempestive. Sono generalmente presentati al CdA con cadenza almeno semestrale.

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Perchè la finanza ha bisogno di una community open-source?

Colin Eberhardt nel blog FINOS (Fintech Open Source Foundation) analizza brevemente alcuni vantaggi della rivoluzione open source finanziaria. Di seguito un breve riepilogo degli aspetti analizzati.

  • Software: La quota di mercato dei software open source è significativa ed in aumento. Rispetto al software commerciale, però, in caso di difficoltà di utilizzo o debug, non esiste un Service Legal Agreement a garanzia del supporto tecnico. L’assistenza è quindi garantita, senza accordi, dalla community. Un punto a sfavore? No. La mancanza di una community implica che i processi di identificazione e risoluzione dei debug richiedano molto più tempo, potendo contare su un insieme limitato di tester e user.
  • Garanzia: non esistendo un modello di supporto commerciale il “tempo di vita” di un software open source potrebbe essere incerto e comunque non garantito. E se invece di puntare su un prodotto commerciale per avere garanzia di longevità ci si impegnasse direttamente con la community? Se un componente open source è fondamentale per il tuo business l’impegno attivo non solo garantisce l’aumento della durata complessiva ma lo “customizza” in funzione delle tue esigenze.
  • Occhio al futuro: molti progetti si concentrano sul codice, prendendo la tecnologia proprietaria sviluppata da banche o altre società tecnologiche e rendendola disponibile a tutti, esaminando gli aspetti legali e tecnici. Non affrontano però le questioni relative all’impegno della community, senza la quale le società di servizi finanziari non potranno mai raccogliere pienamente i frutti del vantaggio open source. Pensi che non sia vantaggioso? Prendiamo l’esempio di Microsoft. Microsoft ha avuto un significativo cambio di direzione nel 2016, investendo molto in open source e diventando una delle aziende più attive nella community. Il coinvolgimento aziendale nell’open source fa miracoli per i professionisti e per il marchio nel suo complesso!